martedì 23 giugno 2020

Locuzione siciliana "cucìrisi i corna o suli".



    Ho trovato l’espressione ne I dialetti italiani di M. Cortelazzo e C. Marcato, UTET,  con la spiegazione ”essere costretto a lavorare esposto al sole tutto il giorno”.  E vi si precisa che l’uso ad un tempo scherzoso ed offensivo di corna per ‘testa’ è popolarmente molto diffuso.  E si riporta un breve brano de I Malavoglia del Verga dov l’espressione è italianizzata “[] mentre c’era gente che doveva cuocersi le corna al sole[]”. 

   L’espressione è talmente ben inserita nel contesto del siciliano che a C. Marcato non passa nemmeno per l’anticamera del cervello che essa possa essere pervenuta pari pari dallo strato latino precedente.  L’espressione latina sarebbe stata se coquĕre incora(m) soli ‘cuocersi di fronte al sole’, rietimologizzata in siciliano, con tutta naturalezza, in i corna ō suli ‘le corna al sole’.  Anche ad Aielli-Aq era molto frequente l’espressione so’ statë ngor’a ssòle tutta la jurnàta! ‘sono stato in faccia al sole tutta la giornata!’.  A Celano so che si dice ‘ngar’a ssòlë, e a Ferrazzano nel Molise ‘ngére a sole’.  Queste espressioni naturalmente si sono incrociate con i termini greci per ‘testa’, e cioè kára, kár-an-on e con gr. kéras ‘corno’.  Ad Aielli si diceva, quando un ragazzo roteava col corpo su se stesso, më së vòta cérë ‘mi gira la testa’, cfr. il lat. cere-bru(m) ‘cervello’.

   Il fatto è che, quando si analizzano simili espressioni ben inserite nel dialetto o nell’italiano, si commette in genere il grosso errore di non andare  a vedere se per caso esse erano presenti anche nello strato linguistico precedente. 

Nessun commento:

Posta un commento