domenica 5 settembre 2021

Rapido excursus sui nomi dialettali delle lucciole.

 


      Cito alcuni nomi delle lucciole come botta cat-ascia (Calitri-Av.), abbotta-cat-ascia (Basilicata), cata-cat-ascia, cate-cat-ascia, cata-cat-oscia, cala-cat-ascia, ascia-cat-ascia (Campania), cari-ola (Napoli), cari-cat-ascia (Torre del Greco-Na), buta-fog (Veneto). 

    L’abbotta-cat-ascia  della Basilicata è presumibilmente uno sviluppo della botta cat-ascia di Calitri. i nomi campani mantengono questo cat-ascia la cui prima componente cat- viene addirittura ripetuta all’inizio del nome cata-cat-ascia. La componente –ascia presenta anche, per così dire, la variante –oscia nella parola cata-cat-oscia.  Sempre la componente –ascia ricompare all’inizio di ascia-cat-ascia. La componente cala- di cala-cat-ascia è la radice della voce cal-ina ‘scintilla’ in uso a Collelongo-Aq di cui ho parlato altrove[1]. La cari-ola di Napoli è composta da cari- che si ritrova all’inizio del nome della lucciola a Torre del Greco, cioè cari-cat-ascia.  La componente –ola deve corrispondere alla seconda componente di it. lucci-ola, che quindi non aveva valore diminutivo all’origine, ma era una pura e semplice componente tautologica come tutte le altre. La componente cari- è presente anche nel gr. khar-op-όs ‘dagli occhi lucenti’, come ho detto nell’articolo citato Le sviste di personalità eminenti in linguistica. Nello stesso articolo si cita il nome dialettale della lucciola car-ina il quale quindi si allinea col napoletano cari-ola e con la cari-cat-ascia di Torre del greco.

    La componente cata-  deve avere la stessa radice di ingl. heat ‘calore’, la componente cala-  richiama la radice di lat. cal-ēre ‘essere caldo, ardere’ ampiamente diffusa in ambito indoeuropeo. La componente ascia- rimanda all’ingl. ash ‘cenere’, ant. alto ted. asca ‘cenere’ dalla radice AS- di lat. ar-ēre ‘essere arido’, lat. ard-ēre ‘ardere, bruciare, splendere, scintillare’, forme rotacizzate da una radice As-.  La componente (variante) -oscia  sfrutta la variante os-di as-  che è presente, ad esempio, nel sanscrito osa-ti ‘egli arde’ ma anche nel lat. ur-ĕre ‘ardere, bruciare’.

      Le componenti iniziali di botta cat-ascia (Calitri-Av.) e abbotta-cat-ascia (Basilicata) si allineano con quella iniziale di buta-fog ‘Veneto’.  All’origine il termine non doveva significare, come oggi, ‘buttafuoco’, ma doveva essere una voce tautologica in cui il significato di ciascun membro era quello di ‘lucciola’: è bene tener conto, infatti, della parola sanscrita bodhi ‘illuminazione, risveglio’.

      Furmi-garöla è il nome della lucciola a Osteno-Co, e pani-garöla a Pellio Inferiore-Co.  Ognuno può vedere che il membro –garöla è simile alla voce naoletana sopra citata  cari-ola ‘lucciola’ con sonorizzazione della velare iniziale.  La componente furmi- è simile all’aggettivo latino form-u(m) ‘caldo’, nonché al ted. warm ‘caldo’ e al ted. wurm ‘verme’; non per nulla in tedesco Leucht-wurm significa ‘lucciola’, letteralmente ‘verme che risplende’. Si dirà che la lucciola assomiglia vagamente ad un verme ma la cosa non mi pare accettabile.  La componente pani- corrisponde al gr. pan-όs ‘fiaccola’ tanto è vero che esiste il nome della lucciola panu-el, con varianti, nella Valtellina.  Per un’analisi approfondita della radice PAN bisognerebbe leggere l’articolo Nomi di animali nelle espressioni idiomatiche della valle dell’Adda e della Mera, presente nel mio blog (2 luglio 2012). 

      Credo che anche un ragazzo della scuola media inferiore, se messo di fronte alle suddette parole per la lucciola con le componenti evidenziate, possa rendersi conto che esse sono composte di parti o pezzi o componenti che si alternano in vari modi per dare origine a composti tautologici. 

      Se si potessero conoscere capillarmente i nomi delle lucciole paese per paese, uscirebbero fuori meravigliosi raffronti come quelli spiegati sopra che farebbero capire una volta per sempre come funzionano le parole e la Lingua.



[1] Cfr.Importante  articolo Le sviste di personalità eminenti in linguistica, presente nel mio blog (10 dic. 2019)





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